21/03/2019 - Culture

Top Boy: una storia grime

by Riccardo Primavera

Di "Top Boy" avevamo già accennato quando abbiamo parlato della presenza della drum and bass nelle serie tv. Ora ci torniamo per un approfondimento, anche visto che ci sono novità in ballo...

Nata dalla penna di Ronan Bennet, "Top Boy" è una serie televisiva inglese, andata in onda su Channel 4 dal 2011 al 2013. Ambientata a Hackney, nell'est di Londra, nel quartiere di Summerhouse – inventato ad hoc per lo show -, la storia segue le vicende di un gruppo di abitanti del quartiere; ciascuno di loro è legato, in maniera più o meno diretta, al mondo della droga e dello spaccio, e la messa in scena racconta come ciò influisca sulle loro vite.

La cosa che salta all'occhio immediatamente ancora oggi, andando a guardare "Top Boy" – disponibile su Netflix -, è il numero esiguo di puntate: entrambe le stagioni sono composte da soli 4 episodi l'una. Una soluzione narrativa che offre molteplici spunti di riflessione, poiché ovviamente si ripercuote sull'approccio registico e sulla sceneggiatura. La serie sembra quasi partire in media res, presentandoci i personaggi in corso d'opera, senza preoccuparsi di dare un background solido o di descriverne accuratamente personalità e carattere. Quasi tutti i tratti della persona vengono ricostruiti dallo spettatore osservandone i comportamenti e le azioni, inizialmente sentendosi quasi in dovere di giudicare, moralmente ed eticamente; andando avanti nella serie però, quando le dinamiche del mondo in cui vivono i protagonisti diventano chiare, ci si ritrova ad osservare in maniera piuttosto imparziale, consapevoli che i concetti di “buono” e “cattivo” non posso applicarsi a un contesto simile.

Due tra i protagonisti dello show, Dushane e Sully, sono interpretati rispettivamente da Ashley Walters e Kane Robinson. Se il primo è attore ma anche rapper (con l'alias Asher D), il secondo è decisamente più conosciuto con il suo nome d'arte nel mondo del rap: il volto di Sully è infatti quello di Kano, figura iconica nel mondo del rap e della grime culture inglese, al pari di nomi quali Wiley, Dizzee Rascal o Skepta. Non lasciatevi trarre in inganno dalla sua presenza però, perché in "Top Boy" la grime non è affatto protagonista, anzi. Trova poco spazio nella colonna sonora, pochissimo in verità, e solo nella seconda stagione fa capolino in alcune situazioni – tra un giovanissimo aspirante rapper, piuttosto sbeffeggiato dagli amici, e un altro intento a registrare un pezzo, deriso dai veri criminali, che lo accusano di avere una visione piuttosto variopinta delle strade.

Tra le tantissime scene memorabili che lo show regala, è forse proprio questo piccolo spezzone a colpire in maniera particolare. Con le poche parole rivolte all'aspirante rapper, Sully ridimensiona immediatamente l'aura criminale che il ragazzo cercava di riversare nel pezzo, costringendolo a guardare in faccia la realtà. "Top Boy" è una serie che dipinge in maniera credibile il mondo dello spaccio e del crimine perché non mette davanti alla cinepresa un Tony Montana, non racconta le gesta di un aspirante Pablo Escobar; parla di gente che cerca di sopravvivere, in modi più o meno legali, facendo affidamento a ciò che resta quando le istituzioni ti abbandonano. Dushane, Sully, Dris e gli altri ragazzi non sono dei criminali spietati, non sono degli assassini efferati – soprattutto nella prima stagione, quando il confine tra colpevole e innocente è davvero osmotico -, sono figli di un sistema che vede il racket della droga come una delle pochissime fonti di sostentamento possibili. Gli eventi drammatici che si susseguono di episodio in episodio plasmano poi il carattere dei protagonisti, che cambiano profondamente di stagione in stagione, soprattutto perchè basta il più piccolo avvenimento a sconvolgere il loro status quo e il delicato equilibrio che hanno costruito – come l'arresto del piccolo Michael per taccheggio, inaspettato punto di svolta della seconda stagione.

Guardando "Top Boy" per la prima volta oggi, è impossibile non finire col fare paragoni con "Gomorra"; sarebbe però un grave errore, come quello che si compie mettendo a confronto la grime e la trap. L'unico punto in comune è il medium, perché le premesse sono diversissime, il sistema valoriale è diversissimo, l'approccio è diversissimo, la narrazione anche. Nel microcosmo di "Top Boy", i protagonisti vogliono sopravvivere; qualcuno ambisce al controllo di Summerhouse, ma non nel senso assoluto del termine, solo dal punto di vista dello spaccio. Non è l'ambizione a consumarli, è la voglia di costruire qualcosa, con la tacita consapevolezza però che sarà sempre un lascito fantasma, non riconducibile a loro, segreto. "Top Boy" non è la storia della nascita di un impero, è il racconto della fortificazione di un recinto, senza il minimo desiderio di avventurarsi al di fuori di quest'ultimo.

La brusca cancellazione della serie, avvenuta nonostante il creatore avesse già in mano lo script per la terza stagione, ha lasciato con l'amaro in bocca moltissimi fan – anche in virtù del cliffhanger finale che concludeva la seconda stagione. Tra i fan delusi c'è anche un volto noto del mondo del rap, quell'Aubrey Graham conosciuto ai più come Drake. Il rapper di Toronto, grande sostenitore della scena britannica da anni, è infatti un fedelissimo supporter dello show, e ad anni dalla cancellazione ha sfoderato la propria influenza e le proprie capacità imprenditoriali per cambiare le sorti di "Top Boy". Dopo una lunghissima pausa durata più di cinque anni, le avventure di Dushane, Sully, Ra'nell e del resto della Summerhouse gang torneranno a vivere su Netflix a fine 2019. Wagwan!

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